
Via olivi
e boschi per far posto
alle vigne «Verona diventa un deserto biologico»
Dalla
Valpantena a Quinzano al
Garda: «Rischio monocoltura, come in Valpolicella»
VERONA C’è
una legge regionale, la numero 6 del 2011, che vieta
l’abbattimento di alberi
di olivo. In teoria. Poi ci sono le deroghe. E così succede che
spianare interi
oliveti sulle colline veronesi, in zone sottoposto a vincolo
paesaggistico, sia
perfettamente lecito. Legale. Tutto per far spazio ad altri
vigneti. Con il
rischio che la provincia di Verona somigli sempre più a una
monocoltura, quella
della vite, con tutto quel che ne consegue in termini di
paesaggio e
biodiversità.
Quello che sta accadendo in questi giorni in contrada Vendri, vicino Santa Maria in Stelle in Valpantena, è già successo e succederà in tutta la fascia collinare veronese. Arrivano le ruspe, gli olivi vengono abbattuti o asportati, il terreno spianato, pronto per l’innesto di nuove vigne. «Secondo il piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) questa è una zona vocata alla coltivazione dell’olivo - rileva Marta Fischer, del Comitato Valorizzazione Valpantena - ma molti privati stanno togliendo olivi anche centenari per sostituirli con le vigne, come già accaduto da tempo in Valpolicella».
Quello che sta accadendo in questi giorni in contrada Vendri, vicino Santa Maria in Stelle in Valpantena, è già successo e succederà in tutta la fascia collinare veronese. Arrivano le ruspe, gli olivi vengono abbattuti o asportati, il terreno spianato, pronto per l’innesto di nuove vigne. «Secondo il piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) questa è una zona vocata alla coltivazione dell’olivo - rileva Marta Fischer, del Comitato Valorizzazione Valpantena - ma molti privati stanno togliendo olivi anche centenari per sostituirli con le vigne, come già accaduto da tempo in Valpolicella».
